il 27 maggio dalle ore 18.00 in poi in via Mario Carucci 105 (vicino uscita 25 GRA Laurentina altezza metro) festeggeremo la mia elezione al Consiglio Regionale del Lazio. Ti aspetto.
non ho parole per esprimere il mio ringraziamento per tutti coloro che mi hanno sostenuto in questi giorni. Grazie al vostro contributo ce l'abbiamo fatta: abbiamo ottenuto una vittoria tutt'altro che scontata.
Ora è il momento di mettersi duramente al lavoro, le cose da fare sono veramente tante e nessuna di esse può essere ritardata ulteriormente o messa in secondo piano.
Da parte mia vi assicuro che continuerò a metterci lo stesso impegno e la stessa passione che ho sempre profuso in tutti questi anni che sono stato al servizio del cittadino e delle istituzioni.
18.30 Incontro presso l'Auditorium San domenico, Via Casilina, 235 Roma 20.30 Incontro a Artena presso il Ristorante "Da Sestilia" in Via Velletri, 26 Roma
25 marzo
18.00 Capena - Manifestazione in Piazza della Repubblica 3
20.30 Incontro presso il Ristorante "New Green Hill" – Via della Bufalotta, 663 Roma
21.30 Incontro ad Aprilia presso il Ristorante “I Due Pini” via dei Rutili, 18
26 marzo
18.00 Aperitivo presso il locale "Prime" in Piazza Euclide, 3/d Roma
20.30 Incontro a Pomezia presso il Ristorante "Corsetti"
I molti anni trascorsi lavorando nella Pubblica Amministrazione mi hanno insegnato che il modo migliore per coniugare la passione politica, che da sempre mi contraddistingue, ed i valori co i quali sono cresciuto e che mi accompagnano tuttora, è quello di mettermi al servizio dei cittadini, confrontandomi con i problemi reali della gente, per cercare di risolverli nel modo migliore, ridando al Cittadino e alla Persona un ruolo di centralità.
Mi sento vicino alle famiglie, ai giovani, alle minoranze e ai cittadini tutti e mi impegnerò al fine di ottenere servizi efficienti, riconoscimenti dovuti, lavoro ed istruzione di qualità.
I valori della famiglia, della legalità, della giustizia, dell'equità, della solidarietà, sostengono il mio operato e la mia visione di un futuro migliore. La Politica dovrebbe occuparsi della felicità e del benessere di tutti noi.
La Politica dovrebbe migliorare il contesto in cui viviamo.
Il mio interesse per i tanti ambiti del vivere quotidiano mi porta a raccogliere le istanze di coloro che vivono sulla propria pelle problematiche irrisolte; per questo motivo mi sto adoperando e mi impegnerò a dare soluzioni a questi problemi:
CASA Controllare che siano rispettate le liste d'attesa e che le assegnazioniavvengano in via prioritaria nei confronti di chi ne ha diritto: le liste dovranno essere dunque rigorosamente modulate secondo il reddito, la composizione e le necessità dei nuclei familiari.
COOPERAZIONE – DIRITTI UMANI L'Italia è un paese democratico e aperto alle istanze delle minoranze. In questo contesto la mia attenzione si rivolge in modo particolare nei confronti della comunità ortodossa egiziana copta, vittima da troppi anni di una vera e propria strategia poiltica musulmana, volta a limitare in tutti i modi la libertà religiosa degli altri culti, ed in particolare di quelli delle comunità cristiane. Credo che la libertà di culto sia un diritto imprescindibile e voglio dare voce a coloro ai quali è negato questo diritto fondamentale. La battaglia per mantenere il crocifisso nelle strutture pubbliche, così come la difesa dell'identità cristiana nel nostro paese, sono scelte di vita.
AMBIENTE Le tematiche che riguarda l'ambiente sono molteplici: rifiuti, inceneritori, termovalorizzatori, verde pubblico, qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo. Tra queste la prima che mi impegnerò a risolvere è la questione dell'AMIANTO. L'amianto rappresenta un grave pericolo per la salute: le fibre di cui è costituito possono essere infatti presenti in molti ambienti di lavoro e di vita. L'esposizione alle fibre di amianto è associata all'insorgenza di molte malattie, alcune delle quali mortali. Questa esperienza ha purtroppo coinvolto molte famiglie, che a tutt'oggi vedono negato il loro diritto ad un risarcimento e per le quali mi batterò per giungere ad un'equa risoluzione.
MOBILITA', TRASPORTI, VIABILITA' L'Italia non può camminare a due velocità: da una parte la “freccia rossa” e dall'altra pullman e treni della nostra regione. Abbiamo un trasporto regionale e una viabilità che richiedono interventi decisivi. La politica dei ciechi ambientalisti ha bloccato l'ampliamento e l'ammodernamento delal rete viaria e non ha reso efficiente il trasporto su gomma e su rotaia. Mi impegno, in stretto rapporto con i comitati degli utenti e le amministrazioni locali, a proporre immediate soluzioni per rendere efficiente e decoroso il trasporto, sbloccando la staticità decisionale di questi ultimi 5 anni.
LAVORO La mia esperienza di Assessore al Lavoro e alla Formazione professionale della Provincia di Romami ha convinto che una risposta seria al problema del lavoro e dell'occupazione richiede un adeguato sostegno alle iniziative della impreditoria giovanile e femminile. Sostegno economico per rilanciare le piccole e medie imprese, con particolare attenzione a chi assume giovani e coloro che, dopo un adeguato processo di formazione, voglio reinserirsi nel mondo del lavoro.
SANITA' Al di là della linea espressa dalla Polverini – che condivido – di indirizzare gli sforzi per evitare gli sprechi, premiare il merito e non le “conoscenze” e sottrarre la sanità all'ingerenza della politica, il mio impegno sarà quello di garantire al meglio la salute dei cittadini, anche mediante un'assistenza domiciliare più ampia, potenziata nei mezzi ed affidata ai medici di famiglia.Per rendere più immediato ed efficiente il loro operato, devono essere supportati dalle strutture asl ed agevolati nel loro lavoro, per es. facilitandone gli spostamenti con appositi permessi permessi relativamente alla ZTL ed al parcheggio in zone a pagamento.
IMMIGRAZIONE E' ora di essere seri e rigorosi, l'accoglienza ed il rispetto di ogni persona richiedono reciprocità. Nel nostro paese e nella nostra regione siamo pronti ad accogliere tutti coloro che il nostro sistema economico e sociale ci consente di far vivere con dignità e tutti coloro che siano pronti a rispettare le nostre leggi e le nostre tradizioni.
Recentemente si è svolta a Roma, nella riunione tenuta presso la sala del Refettorio a Palazzo San Macuto, nel pomeriggio del 18 gennaio u.s., un convegno con l’Avv. Ezio Bonanni, dal tema amianto e giustizia, nel quale si è avuta la tragica conferma del rischio per la salute umana indotto dall’amianto, e da altri cancerogeni e delle tragedie e dei lutti che determina. Ogni anno sono migliaia i lavoratori che perdono la vita, o si dibattono contro il cancro tra atroci sofferenze e penosità anche per i familiari. Questo stato di cose è inaccettabile!
Forse non tutti sanno che Il rischio morbigeno indotto dall’amianto era ben noto fin dall’inizio del secolo scorso, e la prima Sentenza che lo certifica è del 1908, del Tribunale di Torino, resa dunque in nome di Vittorio Emanuele III, Re d’Italia! Nella causa n°1119/1906, Soc. anonima The British Asbestos company Limited contro Pich Avv. Carlo, che richiama “le acquisizioni del Congresso Internazionale di Milano sulle malattie professionali in cui venne riconosciuto che fra le attività più pericolose sulla mortalità dei lavoratori vi sono quelle indicate col nome di polverose e fra queste in prima linea quelle in cui si sollevano polveri minerali e tra le polveri minerali le più pericolose sono quelle provenienti da sostanze silicee come l’amianto perché ledono le vie respiratorie quando non raggiungono sino al polmone”.
Nei decenni seguenti, proseguivano gli studi e nel 1964 il prof. Vigliani pubblicava i risultati delle sue ricerche, dalle quali emergeva che tra i lavoratori affetti da asbestosi (malattia polmonare cronica conseguente all'inalazione di fibre di amianto) vi era una più alta incidenza di carcinomi del polmone e mesotelioma della pleura. Emergeva così il ruolo decisivo assunto dal pericoloso minerale come fattore causale di queste patologie. Come reagiva il legislatore italiano a queste preoccupanti conferme che venivano dalla comunità scientifica e medica per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini?
Sulla carta approvava leggi che limitavano l'uso di queste sostanze e materiali, ad esempio con la Costituzione Repubblicana, si affermava la tutela del lavoro, (artt. 3, 4, 32, 35 e 36 della Costituzione) che presuppone la salubrità dell’ambiente lavorativo e della salute. Ma se il Legislatore costituente ha tracciato un quadro chiaro delle prerogative e del sistema di tutela della persona, non altrettanto si può dire nella proiezione sociale, perché se così stanno le cose, se così sono scritte le norme, non altrettanto è così nella realtà, dove le norme non trovano completa e concreta applicazione e dove spesso vince il piu’ forte. Abbiamo l’impressione che queste norme, questi diritti; da quello al lavoro (artt. 4 e 35 Cost.), alla edificazione ed autorealizzazione, ed al pieno sviluppo della persona umana (artt. 2 e 3, II° comma, Cost.), alla “esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.), alla famiglia (artt. 29, 30 e 31 Cost.), che tutti presuppongono la salute e l’integrità psicofisica, siano rimasti solo sulla carta; come baluardi, a presidiare, per usare una metafora presa in prestito dalla letteratura, il deserto dei Tartari.
Il rischio e nel caso che ci occupa, quello morbigeno per esposizione all’amianto, avrebbe dovuto imporre la sua messa al bando fin dagli anni ’40, perché è quantomeno da quella data che il Legislatore italiano è consapevole della sua dannosità per l’uomo, ma la salute umana è stata sacrificata alle esigenze del progresso economico o per meglio dire del profitto, contraddicendo l’essenza stessa della Costituzione, le norme internazionali, anche quelle comunitarie.
Per decenni la nostra Costituzione è rimasta per larga parte non attuata, e lo è ancora, in tema di sicurezza sul lavoro e di salubrità dell’ambiente lavorativo, ciò rende non più procastinabile un provvedimento normativo di tutela dei lavoratori esposti all’amianto ed ad altri cancerogeni, che devono essere banditi dai luoghi di lavoro, per avere la conferma fattuale della tutela della salute di cui all’art. 32 della Costituzione, che può essere tutelata effettivamente soltanto con la riduzione a 0 del rischio.
La politica deve intervenire per salvaguardare la salute umana, e certamente chi scrive interverrà nel modo efficace ed effettivo, con iniziative che verranno a breve portate all’attenzione dell’opinione pubblica.
I medici italiani sono spesso e volentieri sulle prime pagine di tutti i giornali più per i casi di malasanità che per il loro quotidiano impegno nel salvare vite umane. Non dobbiamo però farci influenzare troppo dai riprorevoli casi di cronaca che coinvolgono personale medico spesso a causa di errori umani e pensare che tutta la sanità italiana sia irrimediabilmente disastrata. Dobbiamo invece ricordare come la totale maggioranza dei medici ed infermieri italiani siano dei professionisti di livello europeo, con competenze e preparazione d'eccellenza.
In particolar modo i medici di base, che forniscono uno dei servizi più utili e necessari a tutte le famiglie italiane. Tutti noi purtroppo abbiamo avuto i nostri piccoli o grandi problemi di salute, e personalmente ritengo che poter contare su si una figura professionale e preparata come quella del medico di famiglia italiano, sia di grande conforto per tutti quanti. Proprio per l'indispensabilità di questo servizio, trovo inconcepibile che ancora ci siamo degli ostacoli al lavoro dei medici, ed in particolare a quello dei medici di famiglia: parlo ad esempio del fatto che al personale medico in servizio non sia concesso l'ingresso libero alle zone a traffico limitato (ZTL) oppure il parcheggio gratuito sulle strisce blu.
Come possiamo tollerare che una madre col figlio piccolo malato debba aspettare delle ore prima che il medico curante trovi un posto libero per la macchina, prima che paghi il parcheggio presso le apposite macchinette, o, peggio ancora, faccia tutto un giro lungo perchè impossibilitato a passare dai varchi della ZTL?
Il nostro compito di buoni amministratori della cosa pubblica consiste nel fornire i servizi migliori ai nostri cittadini, ma anche nel fare in modo che questi servizi funzionino nella maniera più efficiente e rapida possibile. Per questo motivo, dobbiamo impegnarci nel dare a tutti coloro che svolgono un ruolo così importante nel campo della sanità pubblica la possibilità di muoversi liberamente nella nostra città, per poter raggiungere velocemente tutti coloro che necessitano dei loro servizi; affiancando ovviamente una scrupolosa opera di controllo su tutti coloro che potrebbero approfittare di questa condizione “privilegiata”.
Video del Convegno "Dall'Europa delle Nazioni, all'Europa delle Regioni", svoltosi Giovedì 21 Gennaio 2010, con la partecipazione di importanti esponenti politici italiani, tra i quali l'on. Alfredo Antoniozzi, e l'intervento conclusivo della candidata del centro-destra alla Presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini.
Quando si sente parlare dei giovani come il futuro del nostro paese, spesso si ha come la sensazione che questa sia una delle tante frasi fatte che imperversano nel mondo della politica italiana: negli ultimi anni i provvedimenti che sono stati presi a favore dei nostri figli non hanno fatto altro che confermare questa impressione.
Se pensiamo, infatti, alle politiche che sono state approntante in sostegno dei giovani o di quelle che vengono proposte proprio in questi giorni (penso ad esempio all'idea del Min. Brunetta di dare 500 € ai ragazzi che vanno via da casa a 18 anni, e riportata da tutti i maggiori quotidiani nazionali), ci accorgiamo di come esse siano state del tutto infruttuose e, in alcuni casi, addirittura contro producenti. Sebbene questi soldi siano meglio di niente, dobbiamo ragionare a fondo se un contributo una tantum come questo è davvero la soluzione del problema, oppure è soltanto una momentanea panacea. La mia opinione è che interventi di questo tipo non servono a dare alle nuove generazioni quella sicurezza nei propri mezzi e nelle proprie qualità che permettano loro di affrontare serenamente il mondo del lavoro.
Cosa possiamo fare allora per i nostri ragazzi, che sempre più stanno perdendo la fiducia nel loro futuro?
Se le risorse a disposizione sono poche, proprio per questo non possiamo permetterci di usarle in modo sbagliato, con interventi a pioggia che non servono a nulla. Dobbiamo, al contrario, usarle per azioni strutturali. Dobbiamo investire in quei tanti progetti che vengono direttamente dalle nuove generazioni e che troppo spesso vengono ignorati. Dobbiamo investire su quelle aziende che intendono seriamente assumere lavoratori giovani. In termini concreti, penso ad esempio a tutti quei giovani che studiano e perfezionano le loro conoscenze nel campo delle nuove tecnologie e dei nuovi mezzi di comunicazione, ma che poi si ritrovano a lavorare in vetusti uffici pubblici, su apparecchiature antiquate con le quali non possono esprimere tutte le loro potenzialità. Di conseguenza, se investiamo denaro nell'ammodernamento degli uffici e delle infrastrutture con le più moderne tecnologie, daremmo ai nostri giovani più oppurtunità di inserimento in contesti lavorativi qualificanti, dove veramente possono spendere le loro conoscenze tecniche.
Soltanto in questo modo la politica può dare un reale aiuto ai nostri ragazzi, rispondendo in modo concreto alle loro aspettative ed alle loro richieste.
Tra tutti i servizi quotidianamente usati dalla maggior parte dei cittadini, quello che riceve spesso le critiche e le proteste più aspre, è senza ombra di dubbio il trasporto pubblico. In una capitale moderna ed efficiente come dovrebbe essere quella del nostro paese, ai cittadini dovrebbe essere garantito un servizio costante e privo di disagi. Al contrario, sappiamo tutti benissimo come la situazione sia in molti casi pessima, soprattutto quella che devono affrontare quotidianamente i pendolari.
Per coloro che vivono fuori città e che, per esigenze lavorative, sono costretti a percorre parecchi chilometri per raggiungere il proprio posto di lavoro, spesso il viaggio sui trasporti pubblici, siano essi pullman o treni, si trasforma in un vero e proprio calvario: al ritardo quasi cronico su certe tratte, infatti, si aggiunge in moltissimi casi il sovraffollamento e, cosa ben peggiore e indegna di un paese come il nostro, la sporcizia di convogli vecchi, logori e segnati inevitabilmente dal tempo e dalle intemperie. Sono anni che le proteste dei pendolari si alzano costanti e solerti per chiedere alla politica locale un intervento diretto e deciso, che risolva finalmente uno dei disagi che affliggono da troppo tempo i nostri cittadini. Nonostante l'urgenza degli interventi da attuare, però, queste richieste vengono puntualmente disattese.
Ma se la nostra città e la nostra regione voglio essere al passo coi tempi e garantire ai propri abitanti la possibilità di rompere la dipendenza dal trasporto privato, che come sappiamo è anche tra le prime cause dell'inquinamento atmosferico, è ora che la classe dirigente metta finalmente mano in modo da risolvere definitivamente questa situazione. Non è più possibile ritardare l'investimento di fondi ed energie umane nel settore dei trasporti pubblici della nostra Regione; non è più possibile che i nostri cittadini debbano viaggiare su veri e propri “carri bestiame”; non è più concepibile il fatto che in un paese dove si costruisce l'Alta Velocità per andare da Roma a Milano in meno di tre ore, ci si impieghi altrettanto tempo per percorrere pochi chilometri tra la periferia e il centro della Capitale. Ovviamente, approvare e far partire i progetti non è sufficiente se poi essi non si concretizzano nel più veloce tempo possibile, in modo da limitare i disagi dei cantieri. Quante volte ci è capitato di passare davanti ai cantieri per la nuova linea della metropolitana o di altre importanti infrastrutture e vedere al massimo un paio o addirittura nessun operaio al lavoro per intere settimane?
Questa è un'altra delle situazioni paradossali e intollerabili alle quali bisogna porre rimedio, imponendo alla società appaltatrici di indicare chiaramente il numero di operai che lavoreranno nel cantiere e istituendo una figura istituzionale che vigili quotidianamente sull'esecuzione dei lavori e sul rispetto dei tempi e della manodopera impiegata.
Se uno dei compiti principali e più importanti della politica è quello di garantire servizi efficienti al cittadino, il trasporto pubblico deve essere tra i primi posti dell'agenda politica: risolvere questa situazione disastrosa, significherebbe che la politica ha svolto bene uno dei suoi compiti nei confronti del cittadino e, allo stesso tempo, renderebbe la nostra Regione finalmente libera dal traffico e dallo smog.
Data e Luogo di nascita: 12 Gennaio 1951, Capena, Roma
Antonio Paris è nato a Capena il 12 gennaio 1951.
Laureato in Pedagogia e Filosofia, giornalista pubblicista, è stato docente di Metodologia e Didattica presso l’Università degli studi di Roma nella Facoltà di Scienze dell’Educazione.
Presidente diocesano della Gioventù di Azione Cattolica, nel 1971 diviene segretario della sezione della Democrazia Cristiana di Capena.
In seguito diviene coordinatore del gruppo nazionale dei giovani DC “Nuove Cronache”, corrente del partito guidato da Amintore Fanfani, che nel 1979 lo nomina suo segretario particolare al Senato.
Inoltre ricopre il ruolo di Presidente di turno del Consiglio d’Europa – sezione giovani – con sede a Bruxelles e Strasburgo.
Dal 1982 al 1985 collabora con il vice presidente della Giunta Regionale e Assessore ai Lavori Pubblici del Lazio.
Consigliere provinciale di Roma per due consiliature dal 1985 al 1995. In questi anni è capogruppo DC in consiglio provinciale, poi presidente dell’Unione Regionale delle Province del Lazio.
Negli stessi anni è Sindaco di Capena e presidente della Commissione Nazionale Aree Metropolitane dell’Unione delle Province d’Italia.
In seguito ricopre il ruolo di Assessore al Lavoro e alla Formazione Professionale della Provincia di Roma, contribuendo alla trasformazione degli ex Uffici di Collocamento nei nuovi “Centri per l’Impiego”.
E’ attualmente responsabile dello staff dell’Assessore al Patrimonio, alla Casa ed alle grandi opere del Comune di Roma.
Membro dell'UNITALSI, partecipa a molti treni bianchi per il trasporto dei malati a Loreto e Lourdes.
Nel 1971, all’età di vent’anni, si concretizza il primo impegno politico con l’elezione a segretario della sezione Democrazia Cristiana di Capena. Viene eletto dirigente organizzativo nazionale del Movimento Giovanile DC e riveste tale incarico fino a quando, nel 1979, il Presidente del Senato Amintore Fanfani lo nomina suo segretario particolare. Svolge questo lavoro per quattro anni presso il Senato della Repubblica. Consigliere Provinciale di Roma per due consiliature consecutive: viene eletto per la prima volta nel Consiglio Provinciale di Roma nel 1985 e riveste l’incarico di capogruppo della DC; successivamente, nel 1990, viene nuovamente eletto al Consiglio Provinciale e riveste per 5 anni l’incarico di Presidente dell’Unione Regionale delle Province del Lazio. In questi anni si impegna concentrando la sua attività particolarmente nei settori: della viabilità, dell’agricoltura, dell’ambiente, del personale dipendente dalle Pubbliche Amministrazioni, della cultura. Dal 1980 al 2008 è stato inoltre Consigliere Comunale del Comune di Capena, rivestendo gli incarichi di: Sindaco del Comune di Capena, Assessore del Personale, Presidente del Consiglio Comunale di Capena.